“Una vita, una storia”
È il percorso di narrazione autobiografica che il Centro di Orientamento “don Bosco” ha svolto su richiesta di don Mimmo Francavilla, direttore della Caritas Diocesana di Andria, ai partecipanti al progetto “Accanto” agli over 65.
Secondo la dottoressa Grazia Chiarini, della libera Università dell’autobiografia di Anghiari, attraverso la narrazione autobiografica l’individuo riesce ad organizzare la propria esperienza e a interpretare gli avvenimenti che gli accadono, dando ad essi la struttura di una storia là dove prima c’era una situazione caotica. Il racconto di sé risponde al bisogno della persona di ricostruire la propria realtà, collocandola in uno spazio temporale e culturale più definito e permettendo una riflessione profonda sulla propria esistenza, sulle relazioni, sul senso della propria vita.
Il percorso di scrittura autobiografica, che è stato condotto, presso la sede della Caritas, dalle esperte del Centro Rosa Del Giudice e Diana Fortunato, ha avuto come tema conduttore le varie età della vita, dall’infanzia fino al momento attuale, in 12 incontri, della durata di un’ora e 30 ciascuno, una volta alla settimana, dalla metà di gennaio fino al 31 marzo, e ha previsto, di volta in volta, da parte delle/dei partecipanti, la stesura di significativi frammenti autobiografici. L’input per i temi affrontati durante il viaggio metaforico è stato offerto da brani e componimenti letterari, canzoni, cortometraggi e dipinti di artisti celebri.
Martedì 21 aprile p.v., alle 10,00 si svolgerà l’incontro conclusivo durante il quale sarà consegnato a ciascuna/ciascun partecipante un opuscolo contenente le schede con le sollecitazioni proposte e le annotazioni personali di risposta e di riflessione.
I contenuti dei 12 incontri saranno corredati dalle significative vignette di Paolo Matera, socio del Centro don Bosco, che ha fissato con la sua matita il dettaglio da lui ritenuto più rappresentativo del tema affrontato.
La partecipazione all’incontro è libera ed è occasione per conoscere le numerose attività che il progetto promuove durante l’anno sapendo che gli over 65 rappresentano ancora una valida risorsa per la coesione e la crescita della comunità e depositari di una memoria che non può andare dispersa.

